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Il bosco "racconta": tramonto

Vaghi bagliori crepuscolari si inseguono in sommesso andirivieni sulle acque calme del lago nel tardo pomeriggio.

La collina antistante ha acquistato un colore intenso e, al tempo stesso, profondo.

Il verde brillante di una recente pioggia si confonde con il vermiglio dell’ultimo sole.

Le fronde degli alberi sussurrano, ora inquiete, ora calme, sotto la carezza di un alito di vento.

            Uno stretto sentiero si snoda fra gli alberi. Alcune pozzanghere ne segnano, ogni tanto, una ipotetica distanza; una distanza che non esiste come non esiste il tempo, nel bosco. Il tempo, nel bosco, è fermo nell’eternità.

Lungo il sentiero, raggi solari che filtrano attraverso il fogliame, chiazzano di una caldo colore dorato le zolle di terreno. Sul terreno umido, fresche impronte di zoccoli d’asino segnano una direzione ideale verso una meta fantastica fatta di pensiero in cui il tutto e il niente sono la stessa cosa.

Un accennato viottolo, appena scavato nella folta vegetazione, da qualche sporadico, ignoto visitatore di angoli nascosti, scende lungo un pendio, conduce fino alla sponda del lago. Uno spesso tappeto di foglie secche lo accompagna fino al limite estremo della terra; laddove la vegetazione più rigogliosa, per la vicinanza dell’acqua, si riversa nel lago simile a piccole cascate verdi, formando, nei tratti più folti, dei cuscini d’erba su cui è piacevole adagiarsi.

            Un albero secolare custodisce per sempre promesse d’amore sulla sua corteccia rugosa e nera.

Un incontrastato silenzio dice tutto ciò a cui non arriverebbero le parole e qualsiasi altro suono.

            Di tanto in tanto, un cinguettio fra i rami, un garrire stridulo, un batter d’ali, un rumore di origine ignora danno l’impressione di voler cambiare la dimensione irreale; ma poi, di nuovo una musica monotona, un lento sciacquio di due bianchi piedini nell’acqua.

Pian piano essi rallentano il loro movimento; poi si fermano del tutto; si abbandonano a se stessi.

            L’acqua è fredda ma non importa.

            Il rosso sole dorato ride fra i suoi capelli biondi.

            Due bimbi escono allegri dal folto della vegetazione. Hanno le guance accese e gli occhi vispi, scintillanti.

            Si fermano istantaneamente alla vista dei due giovani e si guardano fra loro in un segno di reciproca intesa.

            La bambina si rivolge subito al suo compagno, e gli sussurra - sono due innamorati….. si vogliono bene .......-Quindi, esortando con un cenno, il bambino al silenzio, conclude in un sussurro: - Vieni….. lasciamoli soli! - e, presolo per mano, scompaiono nella boscaglia.


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