Le dimissioni di Berlusconi

 

“…..lo spettacolo continua!.....”

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La serata è uno spettacolo e…. mai avvenuto un fenomeno del genere in Italia. La piazza del Quirinale ha l’illuminazione delle grandi occasioni e affollata di sostenitori che vogliono accogliere il Presidente del Consiglio con gli onori che reputano opportuni e di oppositori che inneggiano alle sue dimissioni e che vogliono gridargli in faccia il loro disappunto, (non escluso quello di non potersi fare, anche loro, Ruby, altrimenti si starebbero zitti e, a quest’ora, starebbero a consumare i loro istinti repressi). Da una parte la scena ricorda la Proclamazione dell’Impero, di Mussolini da Palazzo Venezia, ma, dall’altra, purtroppo anche una sorta di “Piazzale Loreto”.

Nello studio di Fabio Fazio, Massimo Gammini, o come si chiama lui, direttore de La Stampa, si esibisce in una filippica di caricatura dell’opera di Berlusconi e a Ballarò Speciale, Rosi Bindi, in arrivo allo studio, si sbellica dalle risate, sulle idiozie dell’oratore di turno. Alcuni flashes sulla Piazza del Quirinale mostrano  una folla che riempito e invaso la piazza.

Nello studio Corsetto sottolinea che non c’è da “infierire” tanto sul fatto di elevata civiltà di Berlusconi che ha rassegnato dimissioni “non dovute” e, con chiaro riferimento alla Bindi, che dovrebbe conoscere il Diritto Parlamentare, sottolinea che Berlusconi ha rassegnato le dimissioni per l’alto senso dello Stato che ha perché aveva la maggioranza di sette o otto deputati, quindi?!.....era ancora nel pieno diritto di mantenere la carica.

Di Pietro raggiungendo il massimo di una volgarità non ammessa alla televisione, almeno quella dello Stato, ma consentita soltanto dal 3° Programma della Rai, fa, con la mano, riferito a Berlusconi, il gesto, scuotendo la mano in masso, che significa “vattete!” e la telecamera, dal suo PP, zooma rapidamente nel PM per dargli grande risalto e farlo vedere bene, e Giovanni Floris, come sempre, con un sorriso idiota sul viso, non modera e non invita alla moderazione e consente una svirgolatura di stile del genere; anche lui “ci si azzoppa il pane”.

Nelle immagini da Piazza del Quirinale, che scorrono sul PP di Concita de Gregorio, che da “l’Unità”, è passata a “La Repubblica”, alcuni movimenti che si avvertono nella folla, fanno pensare ad una gincana, la qualcosa fa supporre di avere sbagliato o, quanto meno, equivocato, ma una successiva immagine conferma come realtà quella che sembrava solo una impressione; la gente, a Piazza del Quirinale, sta, realmente, facendo una gincana! Dopo la volgare mancanza di stile di Di Pietro, questo è il colmo!

Parla la Camuso e assume più l’espressione di cane bulldog di sempre.

…..dunque, Berlusconi si è dimesso!.......e, siccome, allo stato attuale della situazione, l’alternativa non esiste, perché tutti i partiti dell’opposizione non hanno “uno straccio” di programma e di proposta, (per ultimo, in ordine di tempo, Enrico Letta, nella ultima puntata di “Porta a Porta” ha auspicato, per risolvere il problema economico, l’applicazione di un meccanismo che da almeno sessanta anni è condannato dal PCI, da tutte le sinistre, da lui, fino a ieri, dai sindacati e, specificamente, dalla CGIL, non per i dubbi sul suo funzionamento, ma solo perché “troppo liberale” e, in corollario a questo, che bisogna “prendere con le pinze” o “con il beneficio di inventario”, ha eluso le domande di Vittorio Feltri che gli chiedeva, sottolineando il pieno e legittimo diritto del popolo italiano “di sapere”, per cui Vittorio Feltri, dopo avergli sottolineato di non aver risposto alle domande da lui poste, ipotizzando, dimenticanza o distrazione, gli ha espliticizzato che il popolo italiano era in diritto “di sapere come lui intendeva portarlo in Paradiso”), si ripresenta prepotentemente la necessità di riporre la domanda di Vittorio Feltri.

Tiriamo le somme; da una parte, che ci sia stata una enorme “manovra sotterranea”, di logoramento delle situazioni, oggi appare evidente; le “punte degli icebergs” sono rappresentate dallo sputtanamento in campo internazionale che è stato “operato” dalle sinistre, dalla buffonata della raccolta dei 10 milioni di firme che, non avendo valore legale, i firmanti, che non dovevano essere identificati, sono stati moltiplicati a dismisura attingendo all’elenco telefonico…..dall’altra, Berlusconi non è senza macchia, senza responsabilità, senza colpe, ma la funzione dell’opposizione non è precisamente quella di “opporsi” sempre e assolutamente, ma è piuttosto la “correzione” di ciò che propone il Governo e lo “spingere”, questo, quando questo non è sollecito ad ottemperare ai suoi doveri, ma, ripetiamo, assolutamente non “opporsi”, fermando del tutto la sua attività e teniamo presente  che l’unica cosa giusta sulla “situazione Italia”, è stata detta da Barak Obama che ha sottolineato che non è che cambiando Berlusconi con un altro si risolvono i problemi ma, per risolvere i problemi, bisogna cambiare i “contenuti”; punto. Chi è Mario Monti? Ex direttore della Bocconi di Milano, università di Scienze Economiche, e, senza alcun dubbio di grande levatura morale e professionale e nominato, fatalmente, adesso, non si sa sulla base di quale motivazione o merito, senatore a vita….e….poi?...... Adesso è “garantito” dalle sinistre però, nell’approntamento della sua compagine governativa, ha cominciato con l’ipotesi di proporre l’ingresso di Visco alle Finanze e questo non è né di buon auspicio, né promettente. Visco, nel governo Prodi, per risanare i conti pubblici, invece di combattere l’evasione fiscale e recuperare l’”evaso”, mediante meccanismi risolutivi, che avrebbero risanato le finanze dissestate dello Stato senza gravare sulle tasche dei contribuenti e dando la possibilità di abbassare sensibilmente le aliquote fiscali, ma da lui condannati perché “liberali”, è andato a “pescare”, ma sarebbe meglio dire “a rapinare”, nelle tasche dei nullatenenti, ovviamente, fallendo i suoi obiettivi prioritari, il riequilibrio delle finanze dello stato, e ottenendo solo di far aumentare l’evasione fiscale, che avrebbe dovuto combattere con una politica economica equilibrata e non “con il fucile puntato alla schiena” dei contribuenti a reddito fisso e la fuga dei capitali.

Oggi, con la situazione ibrida e confusa che c’è, si parla delle più svariate “formule” del governo da varare; “governo di unità nazionale”….”governo di solidarietà nazionale”…..”governo a termine”, come se, poi, un governo, avesse scoperto la formula della vita eterna e fosse eterno……”governo di larghe intese”, definizione in “politichese”; bisognerà, poi, vedere, “di larghe intese” che può significare o che significa…. "governo di ristrutturazione nazionale" (Lupi)....."governo di emergenza"....."governo di transizione" ecc., ecc…..oggi ne è venuta fuori un’altra, “governo “di scopo”; la cosa, a chi adopera il cervello per ragionare, fa sorridere di sufficienza, ma fermo restando che questa definizione, sulla base della logica, ha il sapore della solita “puttanata” in politichese, c’è da sperare che la definizione non “alluda” ai passati trascorsi di cui le donne italiane isteriche e insoddisfatte hanno “accusato” Berlusconi e non perché si voglia condannare una cosa che non è mai arrivata a definizione e a dimostrazione, o si voglia fare del “bacchettonismo”, ma soltanto perché…..siamo un po’….molto stanchi di questa dimensione di incertezza e di conflittualità in cui “tutti sono contro tutti”, se ne fottono del popolo, perché, se politici e parti sociali “mangiano” nel contenzioso, nelle lamentele e nelle lagnanze, c’è qualcuno che soffre perché, in questo clima e in questa dimensione, non può realizzare la propria vita; il popolo.

La storia economica dell’Italia è sempre stata questa ed è sempre stata uguale; le compagini politiche e sociali hanno chiesto sempre e a gran voce ai governi di ogni colore una “Riforma Fiscale”; niente è successo quando le varie manovre hanno dissestato ulteriormente le finanze dello stato, ma, quando i governi in carica hanno cominciato a strutturare la riforma occorrente per risanarle e riequilibrarle, sono sempre stati messi in minoranza e portati alle dimissioni.

 

L’Avvenire intitola oggi: “Berlusconi lascia; tocca a Monti” e, basandoci sulle premesse, noi concludiamo….alla “sicula”: “……punto, ie a capo!....”……e, ancora, basandoci sulle premesse, laconicamente concludiamo: “…..conosciamo gli epiloghi…..”, “…..lo spettacolo…..continua….”.